Sexualmentes parlando.
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6 giugno 2012

News // Storie d’amore, sempre di più quelle che nascono da sesso occasionale

Tutto dipende dalla giusta prospettiva..Chi l’ha detto che il sesso occasionale non possa essere la base di una relazione stabile? Una ricerca dell’Università di Iowa diretta dal sociologo Anthony Paik dimostra che spesso i rapporti che iniziano dal sesso con uno sconosciuto, come in Sex and the City per intenderci, possono trasformarsi in relazioni durature.

Lo studio è stato condotto su 642 adulti di Chicago e ha dimostrato che il rapporto frugale di una notte può diventare il punto di partenza di una storia d’amore. Non solo, la ricerca ha dimostrato anche che una frequentazione regolare o un rapporto sessuale tra amici ha meno possibilità di trasformarsi in una relazione d’amore duratura. Lo avreste mai detto?

6 maggio 2012

Punto G: una storia lunga 60 anni. Il punto G esiste? Dove si trova?

C’è sempre qualcosa di buono da gustare… <3Circa 60 anni fa il ginecologo tedesco Ernst Grafenberg ipotizzò l’esistenza di una piccola area sulla parete anteriore vaginale, identificandola come zona erogena.

A partire da questa scoperta, negli anni ‘80 gli statunitensi Whipple, Ladas e Perry denominarono tale aerea “punto Grafenberg”, e il loro libro “The G spot”, denso di testimonianze e suggerimenti pratici, ebbe un gran successo in tutto il mondo.  L’acceso dibattito scientifico che ne derivò tra sostenitori e denigratori  è ancora oggi molto vivace.

Nel 2008 un gruppo di ricercatori italiani, guidati dal Prof. Jannini, riuscirono a fotografare tale zona tramite l’ecografia trans vaginale e all’analisi  della struttura tissutale questa risultò composta da una sorta di corpi cavernosi, simili a quelli del pene, che se stimolati si inturgidiscono e aumentano il loro volume.

La questione sembrava finalmente risolta quando, meno di un anno dopo, i ricercatori del King’s College guidati da Andrea Burri smentirono nuovamente l’esistenza del punto-G pubblicando i risultati di un imponente studio condotto su circa 900 coppie di gemelle. I dati indicarono che nelle coppie omozigote, quindi con lo stesso corredo genetico, nella maggior parte dei casi solo una delle due sorelle riferiva di avere il punto G. Questo elemento costituiva per gli Autori la prova scientifica  che tale zona di piacere non è altro che frutto di una percezione soggettiva della donna e non una realtà anatomica.

E’ di pochi giorni fa l’ultimo contributo a questo interessantissimo dibattito pubblicatoquello che amo fare…mmmmmmmm nella prestigiosa rivista  Journal of Sexual Medicine . Adam Ostrzenski, ginecologo dell’Institute of Gynecology di St. Petersburg in Florida, ha dichiarato di aver individuato una volta per tutte localizzazione e dimensione del punto G.
Si trova a circa 2 centimetri e mezzo di profondità dall’imbocco vaginale, sotto lo sbocco dell’uretra e sotto l’osso pubico,  è mediamente lungo 8.1 mm, largo da 3.6 a 1.5 mm e alto 0.4 mm. La donna potrebbe inserire il dito medio in vagina e, spostandosi internamente in direzione dell’ombelico, potrebbe notare un bottoncino di consistenza spongiosa assai diversa da quella delle pareti vaginali: ecco il punto G.

Lo studio di Ostrzenski sembra dare ulteriore e definitiva conferma dell’esistenza del punto-G ma, quello che resta da chiarire, è se questa zona sia presente in tutte le donne o se è invece riscontrabile solo in una piccola parte dell’universo femminile. I racconti delle dirette interessate in effetti divergono e non di poco. Molte individuano un piacere molto specifico in quest’area e testimoniano anche di un’eiaculazione al momento dell’orgasmo. Altre invece ritengono la loro vagina poco reattiva e confidano molto di più sulla stimolazione clitoridea.

Il coinvolgimento e il piacere sessuale, maschile o femminile che sia, investe sempre il cervello che può anche inibire o incentivare la scoperta delle proprie zone erogene per avere un buon rapporto col proprio corpo e con la sessualità: nel caso del punto G l’ultima parola deve restare alle donne in ogni caso!

repubblica.it

30 marzo 2012

Il Preservativo Femminile: impariamo a conoscerlo!

preservativo femminileIl Femidom, o preservativo femminile nel nostro Paese sembra uno strumento ancora in larga parte sconosciuto. Prodotto dall’industria americana Female Health Company (FHC), è stato raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei prodotti fondamentali da inserire nei programmi di prevenzione alla salute e per questo sostenuto da numerose agenzie internazionali, come l’Unaids (Joint United Nations Programme on HIV/AIDS).

Il velo di scetticismo che circonda il Femidom in Italia è certamente favorito dalla difficile reperibilità del prodotto, acquistabile in farmacia solo tramite prenotazione oppure su internet o nei sexy shop a prezzi decisamente poco concorrenziali (dai 6 ai 10 euro per una confezione da 3).

Il preservativo è composto da una morbida guaina trasparente in nitrile di 17 cm con due anelli flessibili alle estremità che, inserito in parte all’interno della vagina, è in grado di proteggere contemporaneamente i genitali interni ed esterni. Il materiale usato è un derivato del lattice più resistente dei classici profilattici maschili, in grado di non deteriorarsi neanche ad alte temperature, in presenza di umidità o se a contatto con lubrificanti oleosi. È consigliato sia come contraccettivo che come metodo per prevenire la trasmissione delle Malattie Sessualmente Trasmesse e può essere utilizzato da qualunque donna poiché è indicato anche nei casi di persone con sensibilità o allergia al lattice.
Riconoscere l’importanza del Femidom significa non solo rendere disponibile un’efficace alternativa al profilattico maschile, ma permette di fornire alle donne un valido ed efficace strumento per avere finalmente un ruolo attivo nella prevenzione della propria salute sessuale e generale.

In occasione della Festa della Donna la Lila (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS), che da anni si occupa di promuovere e distribuire il preservativo femminile, ha chiesto un appoggio istituzionale in tal senso al nuovo Ministro della Salute Balduzzi. Alessandra Cerioli, Presidente dell’Associazione, dichiara che  “l’Italia, a differenza di altri Paesi europei, si caratterizza per una epidemia di HIV principalmente eterosessuale, le donne non possono più essere ignorate e a loro vanno diretti programmi di prevenzione mirati”.

Di seguito alcuni link utili per saperne di più:
Sito del Female Condom FC2:  http://www.fc2.us.com
Sito del produttore Female Health Company: http://www.femalecondom.org

repubblica.it

3 marzo 2012

News // Minorenni scoperti a fare sesso in bagno, per lei la sospensione dura di più

Due quindicenni di Bassano del Grappa sono stati sospesi perché hanno fatto sesso nel bagno della loro scuola. A suscitare polemiche è il fatto che la ragazza si è beccata 4 giorni di sospensione mentre lui solamente uno.

Il fatto che due minorenni vengano sorpresi a fare sesso nei bagni della scuola non è una cosa nuova, ma il fatto che vi sia una disparità fra la punizione inflitta a lei e quella inflitta a lui sì.
Il preside dell'istituto professionale di Bassano del Grappa, scuola frequentata dai due quindicenni coinvolti, ha infatti deciso di punire la ragazza con 4 giorni di sospensione. Punizione giustissima, se non fosse che invece il ragazzo se n'è beccato solamente uno.

Il fatto che due minorenni vengano sorpresi a fare sesso nei bagni della scuola non è una cosa nuova, ma il fatto che vi sia una disparità fra la punizione inflitta a lei e quella inflitta a lui sì.
Il preside dell'istituto professionale di Bassano del Grappa, scuola frequentata dai due quindicenni coinvolti, ha infatti deciso di punire la ragazza con 4 giorni di sospensione. Punizione giustissima, se non fosse che invece il ragazzo se n'è beccato solamente uno.